Mentre mi dormi addosso

Oggi piove. Ed è una strana giornata. Continuo a pensare a cosa fare tra qualche mese, quando mio figlio sarà abbastanza grande da poter andare a scuola e io dovrò riprendere a fare le mie cose. Alterno così momenti di avvilimento a momenti di speranza. Ora non ce la faccio a riprendere, lui ha ancora bisogno di tutto il mio tempo, e questo un po’ mi fa sentire “legata”. Ma so che forse è normale e tanta parte di me non vuole altro che godersi il primo anno di vita di mio figlio perché so che presto crescerà e mi mancheranno i momenti come questo in cui mi dorme addosso e io ne approfitto per riposare un attimo e scrivere un po’. Mi mancherà il bisogno estremo che ha ora di me. La maternità è meravigliosa e complicatissima. Ma è la migliore esperienza che ho fatto nella mia vita.

 

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Tranquillità da pisolino pomeridiano

Oggi è così… in genere quando lui dorme ne approfitto per fare quel milione di cose che non riesco a fare se è sveglio, ma oggi ho troppo sonno e allora ne approfitto per riposare e per rilassarmi un attimo. Ho pensato di creare una nuova sezione in questo blog, una sezione in cui recensire e parlarvi dei prodotti che uso, non solo pannolini, creme, pappe e similari ma anche quelli personali che uso e ho usato durante la gravidanza; dei libri che leggo; dei vestiti che indosso; della musica che ascolto; dei film che guardo; del cibo che mi piace. Vorrei però che fossero recensioni in linea con lo stile del mio blog, e per questo tutto quello di cui scriverò sarà legato a una sensazione o a un ricordo. Speriamo di farcela 😉

 

97 giorni: i tuoi!… ancora un riassunto delle puntate precedenti

L’ultimo post del blog è datato 9 novembre… appena un giorno prima del tuo arrivo. Sì, perché alle 16.40 del 10.11.2015, mentre ero tranquilla sul divano ho sentito un botto con conseguente rottura delle acque e corsa in ospedale. Alle 19.00 sono iniziate le contrazioni e alle 21.15 (stesso orario della nascita della tua mamma 🙂 ) sei arrivato tu. Tutto in fretta, tutto all’improvviso, tutto meraviglioso da 97 giorni a questa parte. Nonostante i giorni di TIN, nonostante all’inizio facessi un po’ di fatica a crescere, nonostante tutte le difficoltà iniziali, da quel giorno la nostra vita è realmente cambiata… in meglio ovviamente!!! Il mio ometto di 5 kg e 600 grammi che ora ha tre mesi e quando mi vede mi sorride. Nonostante la stanchezza io sono felice, mi basta stringerlo forte e riempire le sue guanciottine di baci e mi si rischiara la giornata. Sono felice e più magra di prima di rimanere incinta, credo di non essere mai stata così magra, probabilmente perché dormo poco e perché il primo periodo è stato davvero fisicamente duro, a volte mi mancano le forze ma sono felice! Nessuna depressione post parto, nessuno sconforto, e questo credo sia dovuto anche al tuo meraviglioso papà, che come immaginavo è un papà con la p maiuscola… e lo è molto di più di quanto potessi immaginarlo: attento, presente, ti ho lasciato solo con lui per la prima volta che avevi poco più di due settimane perché da subito è stato apace di fare tutto quello che faccio anche io!Ora sto riprendendo in mano tutto quello che ho lasciato il 10 novembre… anche questo blog, che spero di riuscire a non abbandonare!

giorno 242. dubbi, incertezze, perplessità…

E allora oggi siamo a 34+4, il prossimo step è a 36, perché se nascerai prima di quel termine non potranno conservare le cellule staminali del tuo cordone ombelicale. Intanto inizio seriamente a pensare al momento del parto e non ti nascondo che la mamma ha parecchia paura, però so che quello è solo un momento duro che passerà e la ricompensa sarà enorme! E poi inizio a chiedermi chissà se somiglierai a me o a papà, chissà se sarai un bimbo tranquillo o no, e se riuscirò a osservare tutti i buoni propositi di questi ultimi mesi.

La preoccupazione degli ultimi mesi sta cedendo di nuovo il passo alla felicità mia e del tuo papà. Ieri ci siamo detti per la prima volta che cosa abbiamo pensato e provato la sera del ricovero, quando sembrava che dovessi nascere a 26 settimane, e le nostre paure erano esattamente identiche. Non pensavo di riuscire ad arrivare fino a qua, di riuscire a proteggerti… e invece, ce l’ abbiamoquasi fatta, la cima della montagna è ormai vicina, ma tu resta ancora un po’ qui, nel pancione della tua mamma!

giorno 230. tra otto giorni respireremo.

Sì, sembrava un tempo infinito quello che doveva trascorrere per arrivare a quelle benedette 34 settimane, e invece ora mancano solo otto giorni. Tra otto giorni i tuoi polmoni saranno formati e, anche se dovessi nascere respirerai autonomamente. Ma sarà ancora presto, e farò di tutto per tenerti ancora qui… dentro di me, per farti crescere e diventare più forte!

Intanto inizio a fare un bilancio di queste settimane trascorse tra letto e divano. Io e il tuo papà siamo riusciti a sistemare casa per il tuo arrivo, nonostante io non potessi muovermi, e ho avuto modo di concentrarmi tanto su di te come, altrimenti, non sarei riuscita a fare. Il tuo papà è davvero una persona unica e speciale, io lo so da dodici anni e mezzo e tu presto lo scoprirai. Cerco di immaginare come sarà con te e so che sarà un papà vero, premuroso e tanto presente, ogni tanto ha bisogno di una spintarella emotiva, perché ha dei momenti in cui diventa un po’ introverso e musone, e soprattutto so che necessita delle mie attenzioni. Per questo è dall’inizio, da quando ho scoperto che c’eri anche tu, che penso che dovrò impegnarmi tanto e combattere anche la stanchezza per non far mancare nulla né a te né a lui. Ma ce la faremo, lo so, tutti e tre insieme! Intanto continuiamo con il conto alla rovescia…

giorno 222. riassunto delle puntate precedenti. Verso il primo step: le 34 settimane

Più di tre mesi che non scrivo. Per la precisione 111 giorni. Intensi, meravigliosi e spaventosi. Amniocentesi ok, con la scoperta di aspettare un maschietto, strutturale perfetta, vacanza al  mare meravigliosa e rilassante finché una sera di metà settebre accade l’imprevisto. Corsa in ospedale: collo dell’utero accorciato e funnelling, ricovero, paura folle di partorire alla ventisettesima settimana!Dopo una settimana in ospedale mi dimettono prescrivendomi riposo assoluto e terapia. Domani sarà trascorso un mese dalle dimissioni e giovedì ho il controllo. Un mese di ansia alternata a tranquillità, di chiacchierate con Pier Paolo (così si chiamerà il mio batuffolino), di musica ascoltata insieme per cercare di rilassarci entrambi, di calci e piedini puntati nelle mie costole. Io ancora non lo vedo, non lo tocco e lo amo già incredibilmente. Ho scelto tutte le cose che gli serviranno su internet e poi ho mandato il papà e la nonna a fare shopping. Non è facile, eppure il tempo per fortuna sta passando e il primo step si sta avvicinando, un mese fa era lontanissimo. La paura non mi lascia, ma combatto come ho sempre fatto, questa volta però stando ferma, per riuscire a scalare questa montagna con la paura di cadere ad ogni passo guadagnato… ma sono già quasi a metà… e devo farcela!

giorno 111. stare calma.

Lo scorso fine settimana siamo stati finalmente al mare: tre giorni meravigliosi di relax e armonia. Ieri mattina visita pre amniocentesi (con vista di fagiolino/a sguazzante nel liquido amniotico <3). Giornata relativamente tranquilla, con visita di un’amica tanto cara. Poi ieri sera il botto… mi sono arrabbiata, tanto, e la sensazione più forte è stata il senso di colpa che per l’ira che ho provato. Più cresceva la rabbia e più mi sentivo male al pensiero che tu puoi sentire e risentire di tutto, compresi i miei stati d’animo. Vorrei riuscire a tapparmi le orecchie e a farmi scivolare tutto addosso per i prossimi sei mesi ma so già che non sarà possibile.